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RAVENNA: LA CITTA’ DEI MOSAICI

venerdì 12 Aprile /domenica 14 Aprile

RAVENNA : 8  monumenti Unesco per un’unica città!

Verrebbe da pensare che in effetti si tratti di una concentrazione inusuale per un piccolo centro come Ravenna. posto a pochi km dal mare Adriatico lungo l’antica Via Romea Germanica che un tempo collegava l’Europa continentale con Roma.

In realtà sono la giusta dimensione per un abitato che, tra il V e il VI secolo, per ben tre volte – con tempi e modi diversi – ebbe la possibilità di fregiarsi del titolo di capitale imperiale. Furono Romani, Goti e Bizantini a donarle questa straordinaria fama che ancora oggi si protrae. Resero la città una delle più affascinanti e visitate dell’Emilia Romagna. Tanto da attrarre a se nel tempo poeti e scrittori come Dante Alighieri (qui sepolto) e il romantico Lord Byron.

Fu nel 1996 che Ravenna acquisì l’ambita dicitura di Patrimonio dell’Umanità. Soprattutto grazie agli spettacolari ornamenti in mosaico conservati all’interno di alcune suoi edifici, in cui confluirono in un perfetto connubio elementi della tradizione artistica antica, paleocristiana e bizantina, punto di contatto tra Oriente ed Occidente.

 PROGRAMMA 

Giorno 12 aprile

Partenza per Bologna alle ore 8.30 con Frecciarossa 9612

Arrivo alle ore 10.25

Pullman privato per Ravenna

Ore 12.00 circa arrivo a Ravenna

Hotel  Palazzo Bezzi ( 4*Sup ) in zona centrale

PRANZO LIBERO

ORE 15.00 – Incontro con la città, introduzione storica

BASILICA DI SAN VITALE – Il labirinto dell’anima

La Basilica di San Vitale è uno dei monumenti più importanti dell’arte paleocristiana in Italia, in particolar modo per la bellezza dei suoi mosaici. La costruzione della Basilica di San Vitale iniziò nel 525 sotto il vescovo Ecclesio – quando al potere c’era Teodorico – e terminò nel 548 sotto il governo dell’Imperatore Giustiniano I.

L’unicità del complesso architettonico sta nel combinare elementi romani – la cupola, la forma dei portali, le torri- con elementi bizantini – l’abside poligonale, i capitelli, la costruzione in mattoni. Questa caratteristica fa della Basilica il luogo di culto cattolico per eccellenza di tutto il ravennate.

 Quando si entra nella basilica di San Vitale lo sguardo viene catturato dagli alti spazi, dalle stupende decorazioni musive dell’abside, dagli ampi volumi e dagli affreschi barocchi della cupola.

MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA –  Un tesoro di luci e colori

Il Mausoleo di Galla Placidia (386-452), sorella dell’imperatore romano Onorio, è un monumento cristiano funerario.
Costruito a forma di croce latina, l’edificio è giunto pressoché integro nella struttura architettonica e nei mosaici.
Siamo in un luogo di transito, di passaggio dalla vita nel tempo a quella nell’eterno: un’opera di fascino etico ed estetico, dove i maestri del mosaico abbracciano quelli della fede.

La cupola, simbolo del cielo, custodisce la parte più espressiva e famosa della decorazione. Tra le 570 stelle d’oro e il blu intenso del cielo emerge la Croce gloriosa, signum cristiano della risurrezione. L’atmosfera notturna, che già colpì D’Annunzio e ispirò a Cole Porter. la canzone Night and Day, è magica: tutti i temi iconografici (dai quattro animali dell’Apocalisse agli Apostoli) rappresentano la vittoria della vita sulla morte, dove la croce trionfa come via per la risurrezione e per la vita eterna. Ovunque trionfano dominanti scure, accostate ai tocchi oro e vermiglio e alla calda luce dell’alabastro: l’effetto è una diffusa atmosfera di quiete, consona per un sepolcro e per il suo messaggio di Vita dopo la vita.

BASILICA DI SAN FRANCESCO – Un mondo sommerso

Il poco che rimane dell’antica chiesa di San Francesco, fatta costruire nel V secolo dall’arcivescovo Neone, è quasi tutto sotto terra. Il piano originario infatti si trova oltre tre metri e mezzo più in basso del livello stradale di oggi. 

Attraverso una finestra sotto l’altare maggiore, si scorge la cripta del X secolo, un ambiente a forma di oratorio sorretto da pilastrini destinato a ospitare le reliquie del vescovo Neone. Il pavimento è costantemente sommerso dall’acqua, che tuttavia permette di ammirare i frammenti musivi del pavimento della chiesa originaria.

La basilica, dalla facciata semplice, rustica e serena, è indissolubilmente legata ai funerali di Dante Alighieri, celebrati con tutta probabilità il 15 settembre 1321, davanti alle massime autorità cittadine, con Guido Novello da Polenta in prima fila insieme ai figli del Sommo Poeta, Pietro e Jacopo, e alla figlia, suor Beatrice

TOMBA DI DANTE: Tempio Nazionale

Ravenna appare a Dante la sede più adeguata per portare a termine la Divina Commedia. Al suo arrivo in città, probabilmente nel 1318, trova asilo presso la corte di Guido Novello da Polenta, signore della città e uomo dai vasti interessi culturali. A Ravenna il Poeta si immerge in un luogo di serenità, ideale per concludere la stesura del Paradiso: l’evocazione della città nella Commedia, infatti, è sempre connotata da una patina di tranquillità e quiete. A Ravenna, Dante diventa subito oggetto di una devozione che alla sua morte, avvenuta nel settembre 1321, si trasforma in vero e proprio culto. Il monumento ha la forma di un tempietto neoclassico, a pianta quadrata. Una piccola cupola funge da copertura. La facciata esterna è molto semplice; la porta è sovrastata dal simbolo del cardinale committente. Sul soffitto è presente una lampada votiva realizzata nel Settecento, alimentata da olio d’oliva toscano, donato ogni anno dalla città di Firenze in occasione dell’anniversario dalla morte del Sommo Poeta.

BASILICA SANT APOLLINARE NUOVO “La bellezza ch’io vidi…”

È la più importante testimonianza dell’incontro tra romanitas e barbaritas, tra culto ariano e culto cattolico. Eretta tra il 493 e i primi del secolo VI dal Re goto Teodorico come chiesa di culto ariano. Fa la chiesa palatina di Teodorico, cioè una chiesa per uso della sua corte.

In seguito alla conquista della città da parte dell’ Impero Bizantino, l Imperatore Giustiniano passò in proprietà della Chiesa cattolica tutti i beni immobili già posseduti dagli ariani. Tutti gli edifici legati ai goti e all’arianesimo furono integrati al culto cattolico. La basilica ex teodoriciana venne riconsacrata a San Martino de Tours, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia

All’interno è possibile ammirare la meravigliosa decorazione musiva dell’antica costruzione. Questa splendida decorazione consente di seguire l’evoluzione del mosaico parietale bizantino dall’età teodoriciana a quella giustinianea, sotto il profilo stilistico, ideologico e iconografico.

Le 26 scene cristologiche, risalenti al periodo di Teoderico, rappresentano il più grande ciclo monumentale del Nuovo Testamento e, fra quelli realizzati a mosaico, il più antico giunto nel suo splendore fino all’epoca contemporanea.

Giorno 13 aprile

ALLA SCOPERTA DI UN LABORATORIO DI MOSAICO

Visiteremo un laboratorio concepito come un’antica bottega artigiana, dove le tecniche tradizionali si fondono con progetti ed idee contemporanee, in un confronto costante con le preziose testimonianze musive conservate nei monumenti ravennati. Oltre all’attività artistica ed artigianale, Koko Mosaico si occupa di insegnamento delle tecniche musive, offrendo corsi di mosaico per principianti e per avanzati ad un pubblico italiano e straniero.

Visita guidata in esclusiva per il nostro gruppo.

 

BATTISTERO DEGLI ARIANI

Costruito per volere del re Teodorico verso la fine del V secolo per poi essere completato nella prima metà del VI secolo. Sotto il re ostrogoto Teodorico, che era di religione ariana, i cattolici e gli ariani convissero a Ravenna pacificamente in quanto si viveva in quartieri separata ed in presenza di doppi edifici di culto.

Ha una forma ottagonale con all’esterno quattro piccole absidi mentre le pareti ai giorni nostri non presentano più gli stucchi e gli ornamenti che di certo il monumento al tempo aveva quando fu realizzato. L’unica area decorata del Battistero degli Ariani  è quella della cupola dove ci sono i mosaici con raffigurato al centro il battesimo di Cristo, nel trarre peraltro ispirazione dal Battistero Neoniano, e poi il corteo dei dodici apostoli con un’impostazione che a livello iconografico si fonda comunque sul culto ariano della corte di Teodorico

BATTISTERO NEONIANO

il Battistero Neoniano è detto anche Battistero degli Ortodossi in quanto all’epoca veniva messa in risalto la differenza e la contrapposizione tra il culto della religione cristiana e quello della dottrina trinitaria dell’arianesimo. Fu il vescovo romano Orso, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, a volere la costruzione del Battistero che poi proseguì a sua volta per volere del vescovo Neone da cui il monumento ha preso il nome.

Il Battistero ha una forma ottagonale con decorazioni al suo interno che si dividono in tre parti: nella parte inferiore ci sono i marmi, nell’area mediana ci sono gli stucchi, mentre in quella superiore ci sono gli immancabili e splendidi mosaici tipici dell’arte ravennate. Al centro della cupola è presente la scena del battesimo di Cristo che, su mosaico, rappresenta la più antica testimonianza giunta ai giorni nostri.

CAPPELLA ARCIVESCOVILE DI SANT’ ANDREA

 La Cappella di S.Andrea  fù costruita come oratorio privato durante il regno di Teodorico, rè degli ostrogoti, dal Vescovo Pietro II, la cappella presenta una pianta cruciforme ed un vestibolo completamente rivestito di marmo nella parte inferiore e di decorazione musiva in quella superiore.

Unico monumento ortodosso costruito durante il regno di Teodorico, quando il culto dominate era quello ariano.

Di grande interesse l iconografia dei mosaici, tutto il programma decorativo, difatti, tende a glorificare la figura del Cristo, in un’interpretazione chiaramente anti-ariana. La presenza del Salvatore in veste di guerriero, il suo monogramma e il suo volto dominano infatti in vari punti della cappella e le immagini dei Martiri, degli Apostoli e degli Evangelisti concorrono anch’essi a sottolineare questo concetto di glorificazione, come chiara affermazione dell’ortodossia cattolica.

 SALONE DEI MOSAICI tra le opere del Novecento spazio all’arte, alla musica e al tè

 Nel Salone dei Mosaici nel Palazzo del Mutilato in Piazza Kennedy, sono custoditi i mosaici più importanti del ‘900 ravennate. Un gioiello restituito alla città,ora ritornano allo splendore originale in un luogo ove il tempo sembra essersi fermato. L’operazione è firmata da Maurizio Bucci, noto imprenditore del turismo e della ristorazione.

Si presenta come una sala multifunzionale dove però la principale attrazione sono la cultura e, in particolare, i grandi mosaici parietali del Novecento. Il salone, però, accompagna l’arte e la bellezza con un servizio di ristorazione e intrattenimento.

L’attrattiva principale, però, restano i mosaici,  seppur nati con intento celebrativo del regime fascista, è innegabile il grande valore artistico e l’importanza che rivestono nella storia del mosaico moderno.
Quattro grandi opere parietali del Novecento  adornano il grande salone, rappresentano momenti chiave della storia italiana e vi si riconosce lo stile futurista. Si parte dall’antica Roma e si arriva fino alle trincee della prima guerra mondiale.

Significativo che per una di queste creazioni, riguardanti appunto la Grande Guerra, siano stati utilizzati proprio i ciottoli del fiume Piave, simbolo della riscossa italiana dopo la disfatta di Caporetto.

Qui effettueremo la pausa pranzo, a buffet, con apertura in esclusiva per il nostro gruppo.

POMERIGGIO

Con il pullman ci recheremo a circa 7 km da Ravenna

SANT’ APOLLINARE IN CLASSE : Geometria e colore

L’ultimo capolavoro dell’arte bizantina a Ravenna è la Basilica di Sant’Apollinare in Classe. La piccola città sul litorale Adriatico Civitas Classis era il porto di Ravenna, ospitava i marinai e i viaggiatori. Proprio in questo porto, alla fine del I sec., arrivò una nave da Antiochia e con lei Sant’Apollinare che era già cristiano.

 La suggestione di Sant’Apollinare in Classe non passa solo attraverso lo sguardo: è questione di geometria e colore.
La sagoma della basilica e del suo campanile circolare si staglia nei caldi colori del laterizio, in quella che oggi è una verde e ordinata pianura e un tempo era la zona di costa a sud-est di Ravenna. È un’immagine del paesaggio familiare ai romagnoli e intrigante per i turisti di passaggio.
Varcata la soglia, lasciando all’esterno l’umile apparato di mattoni, sono due le sensazioni che ogni volta accolgono il visitatore: armonia e stupore. L’equilibrio delle misure, i misurati rapporti proporzionali che ne governano l’impianto architettonico mi fanno sentire in armonia, in uno spazio né troppo grande e intimorente né troppo sacrificato o angusto.  Il suo magnifico mosaico nell’abside centrale non lascia indifferenti nemmeno i più distratti studenti “gitanti”. E’ un occasione di meraviglia e di incanto: il volto sereno del patrono di Ravenna Sant’Apollinare che accoglie a braccia aperte, il prato verde gemmato dal volo lieve degli uccelli e dalle pianticelle sospese, la croce gioiello che risplende in cielo di stelle,infondendo tranquillità.

MAUSOLEO DI TEODORICO: Tomba di un eroe

Il Mausoleo di Teodorico il Grande, a Ravenna, è la tomba edificata per un eroe. La struttura in blocchi di pietra d’Istria di questo monumento – unico esempio tra gli edifici ravennati dell’epoca a non essere fatto di mattoni – si ispira in effetti all’architettura degli “heroon” romani, santuari edificati per re e principi eroizzati post mortem.

Ma il magnifico Mausoleo a pianta decagonale, che presenta una grandiosa calotta di copertura costituita da un unico blocco di pietra di 11 metri di diametro pesante quasi cinque tonnellate, fu costruito quando l’eroe eponimo era ancora in vita, e non poteva essere altrimenti, dato che fu il medesimo Teodorico (454-526) a ordinarne, nel 520, la fabbricazione.

Sul buon governo del famoso sovrano ostrogoto, re barbarico di Roma fra il 493 e il 526, le opinioni degli storici non sono unanimi. Dominò su due stirpi – Goti e Romani – e, pur essendo di religione ariana, rispettò quella cattolica. Un periodo complesso quello in cui si trovò a esercitare il potere, un momento di profondi e radicali cambiamenti: l’impero romano, centro del mondo, era decaduto solo da pochi decenni.

Ma non importa che si trattasse di un eroe o meno. La tomba che si fece costruire resta comunque una bellissima testimonianza dell’arte ravennate.

Rientro al centro di Ravenna, tempo libero

Giorno 14 aprile

Check out hotel

ORE 9.00  partenza per le Valli di Comacchio

 COMACCHIO  : le valli, il Delta del Po

 Comacchio suggestiona il visitatore con il panorama delle sue Valli, residuo di un complesso di circa 11.000 ettari di superficie, ridotti progressivamente in seguito alle bonifiche, e area di acqua salmastra, dedicata alla pesca, in cui viene immessa acqua salata dal mare o dolce dal fiume.

Storicamente si sono formate in seguito all’estinzione del ramo principale del fiume Po e al temporaneo innalzamento del livello del mare.

Un percorso storico-naturalistico, che consente di cogliere, tra natura e storia, gli aspetti unici della Valle di Comacchio.
Circondati da centinaia di uccelli acquatici, fra cui una numerosa colonia di fenicotteri, navigheremo nell’antico paleoalveo del Po, accompagnati da una esperta guida ambientale, alla scoperta dei luoghi di pesca e di un ambiente insolito e suggestivo.  L’escursione dura circa  1h e 45  e permette di scivolare in barca lungo i canali interni dello specchio vallivo su un circuito circolare che, sulla via del ritorno, prevede la navigazione in valle aperta.

L’escursione prevede la sosta e la visita agli antichi Casoni da Pesca, dove potremo vedere le strutture e gli arredi originali, le attrezzature legate alla vita dei Vallanti (i pescatori delle Valli) e un impianto da pesca tradizionale (Lavoriero) fedelmente ricostruito con canna palustre.

I bacini vallivi, estesi per circa 12000 ettari, costituiscono un patrimonio naturalistico realizzato sia dall´acqua che dall´uomo.

Questo straordinario sito naturalistico è stato dichiarato Zona umida d’importanza internazionale dalla Convenzione Ramsar, e dall’Unione Europea Sito di interesse comunitario e Zona di protezione speciale per la conservazione degli uccelli. 

Pranzo libero c/o Bettolino di Foce

Dopo pranzo, alle ORE 16.15 partenza per Bologna in pullman

Ore 17.55 Partenza del treno per Roma Termini con Frecciarossa 9445

Ore 20.10 arrivo a Roma Termini

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE A PERSONA PER MINIMO 25 PARTECIPANTI 

€ 395,00 in camera doppia 

€ 100,00 supplemento doppia uso singola da aggiungere alla quota della camera doppia

camera tripla quotazione su richiesta ( e-mail: info@tempodieventi.com )

La quota comprende:

  •        Biglietto treno Roma Termini Bologna Centrale Roma Termini in seconda classe frecciarossa
  •        Trasferimento in pullman privato Gran Turismo dalla Stazione di Bologna Centrale a Ravenna e v.v.
  •         Facchinaggio incluso scarico e carico bagagli dal pullman a hotel e v.v. 
  •         2 pernottamenti in hotel a 4*sup. con colazione inclusa
  •         Pre-accettazione in hotel.
  •         Tassa di soggiorno per l’intero periodo del viaggio
  •         Storica dell’arte  privata per l’intero soggiorno a Ravenna
  •         Tutti i biglietti d’ingresso dei siti storici 
  •         Prevendite per prenotazione gruppi ai siti storici
  •         Visita ad un Laboratorio di Mosaico in esclusiva
  •         Navigazione in battello alle Valli di Comacchio
  •         Radio per l’intera durata del viaggio
  •         Pranzo a buffet presso il Salone dei Mosaici con apertura in esclusiva.
  •         Staff TempodiEventi.com per l’intera durata del viaggio.
  •         Assicurazione viaggio bagaglio e medica

La quota non comprende

  •         Pasti non indicati nel programma
  •         Extra e mance 
  •         Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

Le prenotazioni dovranno pervenire entro il 03 marzo e fino ad esaurimento posti.

  •         Pagamento 50% all’atto della prenotazione.
  •         Saldo entro il 28 marzo 

 

  •  La quota può essere soggetta a variazioni del costo preventivato dei biglietti d’ingresso, accessi, prenotazioni, per variazioni pedaggi autostradali, mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti. In quest’ultimo caso il viaggio potrebbe anche essere annullato.
  • Il programma, nel corso di svolgimento, potrebbe subire, per motivi organizzativi, modifiche nella sequenza delle visite, ma non nei suoi contenuti

 

Cancellazioni

  •         nessuna penale entro il 03 marzo
  •         50% della quota dal 04 al 28 marzo
  •         80% dal 29 marzo al 04 aprile 
  •         100% dal 05 aprile in poi
  •         In caso l’organizzatore riesca a trovare la sostituzione con altri partecipanti,          verrà restituito l’intera somma versata.

 

Consulta le condizioni di vendita

 

Dettagli

Inizio:
venerdì 12 Aprile
Fine:
domenica 14 Aprile
Categoria Evento:

Organizzatori

Rita
Lorenzo

Luogo

Stazione Ferroviaria di Roma Termini
Piazzale dei Cinquecento
Roma, Italia
+ Google Maps

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