
Città di Castello – Un viaggio dal Rinascimento all’arte contemporanea
PRENOTAZIONI ENTRO E NON OLTRE L’11 LUGLIO, SALVO ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI
LA NOSTRA GUIDA : PROF. SIMONE BATTIATO
Città di Castello è una meta che funziona bene per chi ama l’arte, ma anche per chi cerca una città umbra meno scontata rispetto agli itinerari più battuti. Non ha bisogno di effetti speciali: conquista con i palazzi rinascimentali, la forza contemporanea di Burri, le piazze tranquille e una cucina legata al territorio.
Vi proponiamo un viaggio affascinante che parte dal Rinascimento e culmina nell’arte contemporanea.
Il centro storico umbro unisce l’armonia dell’arte classica alla forza rivoluzionaria della materia, dando vita a un percorso unico tra capolavori storici e capannoni industriali riconvertiti a museo.
PROGRAMMA DI VIAGGIO
Sabato 03 ottobre
ORE 08.00 Partenza da Piazzale dei Partigiani in pullman GT
ORE 11.00 circa arrivo a Città di Castello
Durante il viaggio sarà effettuata una pausa caffè
Deposito delle valigie in hotel
Ore 12.00 CHIESA DI SAN FRANCESCO – La chiesa depredata
La chiesa di San Francesco rappresenta uno dei principali nonché più antichi edifici di culto, le cui opere d’arte e vicende si intrecciano con la storia politica e artistica della città. L’interno della chiesa, nonostante oggi appare dominato da vistosi rifacimenti barocchi avvenuti soprattutto tra il 1707 e il 1727, conserva ancora alcune parti di notevole pregio storico e artistico che appartengono alle precedenti fasi costruttive dell’edificio. Tra esse spicca la famosa Cappella Vitelli, realizzata dello storico dell’arte e artista Giorgio Vasari su commissione della marchesa Gentilina della Staffa, che per matrimonio era entrata a far parte della più importante famiglia nobiliare di Città di Castello: i Vitelli. La Marchesa fu un ‘illuminata sostenitrice di artisti: non è un caso se nella stessa cappella Vitelli sono presenti altri incantevoli opere d’arte, come l’Incoronazione della Vergine dipinta dello stesso Vasari, o i bellissimi pancali di legno intarsiati con la vita di
san Francesco e della Vergine, veri e propri tesori che sono custoditi nella cappella da un’altra notevole creazione: la cancellata di ferro realizzata nel Cinquecento dal tifernate Pietro Ercolani. Nei pressi dell’altare della famiglia
Albizzini, è posta una copia del dipinto commissionato nel 1504 a Raffaello Sanzio, il famoso Sposalizio della Vergine sottratto alla città nel 1798 dal Generale delle truppe napoleoniche Giuseppe Lechi, e dal 1805 conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano. l dipinto di Raffaello non è l’unico ad essere stato sottratto da questa chiesa: di fronte alla Cappella Vitelli, una copia sostituisce l’Adorazione dei pastori dipinta da Luca Signorelli nel 1496, che dal 1882 è conservata alla National Gallery di Londra.
PAUSA PRANZO LIBERA
ORE 15.00 PINACOTECA CIVICA – Da Raffaello a De Chirico
La Pinacoteca si trova nel Palazzo Vitelli alla Cannoniera, un edificio voluto da Alessandro Vitelli, eretto nella prima metà del ’500, si affaccia su un bel giardino con una facciata decorata a graffito su disegno di Giorgio Vasari. Questo dettaglio esterno è già un piccolo manifesto del gusto rinascimentale della famiglia Vitelli,
una delle più influenti della città. Lo scalone interno corre tra affreschi di complicato valore simbolico, con Apollo e le muse, antichi sapienti, sibille e imperatori, opera di Cristoforo Gherardi. Ancora più affascinante del contenitore è il contenuto: nelle sale è infatti esposta quella che, a giudizio di molti, è la seconda raccolta d’arte umbra dopo la collezione della Galleria nazionale di Perugia. All’interno, gli ambienti conservano affreschi celebrativi legati alle imprese della casata. Sono sale da attraversare, prestando attenzione non solo alle opere esposte, ma anche al rapporto tra architettura, decorazione e potere familiare. La Pinacoteca custodisce opere di grande interesse, tra cui lavori di Luca Signorelli, del Pomarancio e lo Stendardo della Santissima Trinità realizzato da un giovanissimo Raffaello Sanzio. Le opere di Andrea e Luca della Robbia, Domenico Ghirlandaio, oltre a opere moderne e contemporanee di artisti come Giorgio De Chirico e Gerardo Dottori.
ORE 16.45 circa TIPOGRAFIA GRIFANI – DONATI – Luogo della memoria
Situato dal 1799 nei locali di un ex convento di suore nel centro storico di Città di Castello, è una delle più antiche tipografie d’Italia ancora attive. Poco è cambiato da allora… i profumi della stampa, la luce che dalle finestre illumina i macchinari scuri, il silenzio e la vista sui tetti della città rendono facile immaginarsi un salto nel passato di oltre 200 anni.
La Grifani Donati si concentrò su un mercato ristretto avendo come clientela soprattutto pubbliche amministrazioni, enti ecclesiastici, famiglie facoltose oltre ad intellettuali ed artisti. E’ l’unica in Europa e nel Mondo a stampare ancora con le antiche tecniche di stampa diretta. Tra le attrezzature conservate, perfettamente funzionanti e tuttora in uso nel laboratorio vi è un Torchio tipografico Elia Dell’Orto 1864, una Platina Tiegeldruk 1903, un Torchio a stella Bollito & Torchio del 1880, un Torchio calcografico Paolini 1960, una Pianocilindrica Werk Augsburg 1910, un Torchio litografico Kruse 1906 oltre che 536 casse di caratteri (in lega, legno e rame) e fregi cliché, silografie e galvanotipie tutti originali.
Ben sette generazioni si sono succedute nella conduzione dell’antica tipografia, gli attuali proprietari, Gianni Ottaviani con la moglie Adriana, hanno continuato la tradizione di famiglia aggiungendo alla produzione tipografica, che costituiva il principale settore di attività, quella calcografica (tecniche dell’acqua forte, punta secca, incisione a bulino ecc.), litografica su pietra, con l’acquisizione dei torchi e delle dotazioni strumentali relative, e quella della legatoria e del restauro. Salendo la ripida scalinata che porta alla tipografia proveremo l’emozione di un viaggio nel passato, le cassettiere di legno piene di caratteri, i vecchi manifesti e i macchinari dell’epoca ancora funzionanti…sono ancora li, sentinelle della memoria.
Ore 18.00 Hotel, sistemazione nelle stanze
Cena Libera
Domenica 04 ottobre
Ore 9,30 check out in hotel
“Dalla perfezione rinascimentale alla verità della materia”
Questa giornata è dedicata ad Alberto Burri, una breve nota biografica
Alberto Burri nacque il 12 marzo 1915 a Città di Castello, in Umbria. Inizialmente intraprese studi di medicina e divenne medico durante la Seconda Guerra Mondiale, servendo come ufficiale nell’esercito italiano. Nel 1943, fu fatto prigioniero dalle forze alleate in Tunisia e internato in un campo di prigionia in Texas, dove cominciò a dipingere. Questo periodo di reclusione rappresentò una svolta cruciale nella sua vita: mentre era prigioniero, Burri abbandonò la professione medica per dedicarsi completamente all’arte. Dopo la guerra, tornò in Italia e si stabilì a Roma, dove iniziò a lavorare come artista a tempo pieno. Burri divenne noto per il suo approccio radicale alla pittura e alla scultura, introducendo l’uso di materiali non convenzionali come sacchi di juta, plastica bruciata, legno, ferro, e tessuti. La sua visione innovativa lo portò a essere associato al movimento informale europeo, una corrente artistica che rifiutava la forma e la rappresentazione tradizionale, privilegiando invece la materia e il gesto. Con il tempo, Burri divenne una delle figure centrali dell’arte del secondo dopoguerra, portando avanti una ricerca estetica ed espressiva fondata sull’interazione tra forma e materiale.
ORE 10.00 PALAZZO ALBIZZINI – Collezione Burri – L’esordio –
Importante museo di arte contemporanea, è aperto al pubblico dal 1981 e comprende 130 opere dell’artista (1915-1995) datate dal 1948 al 1989 suddivise in pittura, scultura, grafica e scenografia, ordinate cronologicamente da lui stesso in venti sale.
L’esposizione, articolata su due piani, ripercorre interamente la vicenda artistica di Burri dagli esordi fino alle più complesse opere astratte dove la materia, spesso lacera e sofferente, diventa opera d’arte a se stante. L’attenzione verso i mutamenti naturali o indotti direttamente dall’artista su alcuni dei materiali usati come Catrami, Sacchi, Legni, Ferri, Plastiche, ne ricorda la formazione scientifica – Burri si laureò in medicina nel 1940. Molto interessanti anche i bozzetti per le scenografie teatrali; nel 1975 firmò le scene e i costumi per un’edizione del Tristano e Isotta di Wagner allestita per il Teatro Regio di Torino, la Fenice di Venezia e l’Opera di Roma.
Pausa pranzo
Trasferimento in pullman Gran Turismo a:
Ore 15.00 COMPLESSO DEGLI EX SECCATOI DEL TABACCO – Il Polo Burri –
Costruite fra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta del Novecento per l’essiccazione del tabacco tropicale, prodotto nel territorio di Città di Castello, le strutture della Fattoria Autonoma Tabacchi furono dismesse negli anni Settanta e, nel 1978, l’artista tifernate ne ottenne l’uso come laboratorio per la realizzazione di opere di grande formato. Nel 1979 il capannone fu aperto per la presentazione, alla critica e al pubblico, del primo vasto ciclo pittorico denominato “Il Viaggio “. L’acquisizione di tutto il complesso da parte della Fondazione Palazzo Albizzini, resa possibile nel 1989, ha dato l’avvio al progetto generale di recupero e adattamento museale. Lo spazio espositivo, inaugurato nel luglio 1990, ospita 128 opere comprendenti cicli pittorici e sculture monumentali, collocate anche sul prato all’esterno. Venti le sale che presentano le radicali esperienze pittoriche di Burri, il particolare ed inedito uso di nuove materie – dal
catrame alla tela di sacco, dal legno al ferro, dalle materie plastiche al cretto e al cellotex – l’uso di tecniche compositive che rinnovano quelle del collage e dell’assemblaggio fino all’impiego innovativo del fuoco.
I “cicli” sono un insieme di opere che costituiscono un’unità e, come tali, inscindibili: Il Viaggio (1979), Orsanmichele (1980), Sestante (1982), Rosso e Nero (1983-1984), T Cellotex (1975-1984), Annottarsi (1985-1987), Non ama il Nero (1988), Grandi Neri (1988-1990), Metamorfotex (1991) e Il Nero e l’Oro (1992-1993).
Ore 17.00 circa Partenza per Roma
Ore 20.00 circa arrivo a Roma a Piazzale dei Partigiani.

L’Hotel Tiferno è l’opzione ideale per chi vuole scoprire i tesori artistici e storici dell’Umbria. Ubicato a Città di Castello, una delle più affascinanti città della nostra regione, che confina anche con la meravigliosa Toscana.
Questo hotel boutique a 4 stelle è uno dei più antichi dell’Umbria (dal 1895). Si trova in un ex monastero del XVII secolo e si affaccia su una pittoresca piazza del centro storico di Città di Castello.
Le pareti dell’ Hotel sono adornate con le opere originali di Alberto Burri, famoso pittore e scultore italiano di arte moderna, nato a Città di Castello. E a pochi minuti di distanza a piedi, troverete:
- Chiesa di San Francesco 90 metri
- Pinacoteca 500 metri
- Tipografia Grifani 210 metri
- Palazzo Albizzini 100 metri
QUOTA DI PARTECIPAZIONE A PERSONA MINIMO 25 PARTECIPANTI
€ 305,00 in camera doppia (intero pacchetto di viaggio )
€ 350,00 in camera doppia uso singola (intero pacchetto di viaggio)
MODALITA’ DI PAGAMENTO
- 30% giorno in cui daremo comunicazione dell’avvenuto raggiungimento del minimo dei partecipanti
- saldo entro il 15 settembre
La quota comprende
- Pullman Gran Turismo privato per tutti gli spostamenti
- N. 1 pernottamenti con prima colazione inclusa all’Hotel Tiferno****
- Servizio di porterage in/out
- Pre accettazione in Hotel
- Tassa di soggiorno
- N. 1 Guida Prof Simone Battiato per tutta la durata del viaggio
- Biglietti d’ingresso e pre-accettazione gruppi dei siti menzionati nel programma
- Assicurazione medico bagaglio (copertura fino a 500€ spese mediche e fino a 250€ per il bagaglio)
- Staff Tempodieventi per tutta la durata del viaggio.
La quota non comprende
- Pasti e bevande
- Extra, mance..etc
- Quanto non espressamente indicato alla quota comprende
la quota può essere soggetta a variazioni del costo preventivato dei biglietti d’ingresso, accessi, mancato raggiungimento del numero minimo dei partecipanti. In quest’ultimo caso il viaggio potrebbe anche essere annullato.
Il programma, nel corso di svolgimento, potrebbe subire, per motivi organizzativi, modifiche nella sequenza delle visite, ma non nei suoi contenuti
Cancellazioni
- 30% intera quota viaggio entro il 14 settembre
- 100% intera quota viaggio dal 15 settembre
In caso l’organizzatore o il partecipante riesca a trovare la sostituzione con altra persona, verrà restituita l’intera quota versata


