
La mostra a Palazzo Cipolla, ricostruisce una sfaccettatura del percorso creativo di Dalì che alla ricerca della sua realtà pittorica, sperimenta in gioventù il linguaggio cubista per poi ancorarsi negli anni alla tradizione rappresentata dai grandi maestri del passato.
Dal rapporto ambivalente con Picasso, dal legame di profonda ammirazione/ immedesimazione con Raffaello, dall’ ossessione per Las Meninas di Velasquez e per La Merlettaia di Vermeer, emergerà non solo il suo immaginario creativo ma anche la perizia tecnica, la maestria del disegno e la padronanza del colore.
Accanto a queste influenze, la mostra, illustra il tratto più distintivo dell’arte di Dalì: immagini oniriche, tecnica pittorica iperrealista e una radicale esplorazione dell’inconscio e dell’interiorità umana, mai esplorata così intensamente prima di allora.
I capolavori esposti permettono anche di comprende come Dalí sia stato in grado di ridefinire la figura stessa dell’artista moderno, trasformandosi in personaggio poliedrico e provocatorio, capace di attraversare i linguaggi dell’arte, del teatro e della comunicazione.
Audiovisivi inediti, documenti fotografici e disegni, oltre ai dipinti, consentiranno questa ricostruzione che evidenzierà anche un altro aspetto inusitato e cioè il suo singolare metodo di lavoro e l’importanza dell’ambiente domestico dello studio condiviso con la moglie Gala.
LA VISITA SARA’ CONDOTTA DALLA DOTTORESSA EMANUELA MANGIA
QUOTA ASSOCIATIVA
Euro 34,00
(biglietto no fila guida,radio)
ISCRITTI ALL’ ASSOCIAZIONE IN REGOLA CON IL RINNOVO 2026
Euro 36,00 Non iscritti


