
Tradizione e rivoluzione a Roma con Rivera
La polvere rossa delle strade si sollevava al passaggio dei cavalli, mescolandosi all’odore acre della polvere da sparo. Nei villaggi del Messico rivoluzionario, tra haciendas incendiate e campi coltivati da generazioni di contadini senza terra, il Novecento si annunciò come una promessa e una ferita.
Fu un tempo di sommovimenti, di barricate improvvisate, di treni carichi di soldati e di ideali. Mentre Emiliano Zapata e Pancho Villa diventavano simboli di una nazione in cerca di sé stessa, artisti e intellettuali comprendevano che la rivoluzione non poteva fermarsi ai campi di battaglia: doveva conquistare anche l’immaginario collettivo.
Da questa necessità nacque una delle più straordinarie avventure culturali del secolo scorso, un movimento capace di trasformare muri, piazze ed edifici pubblici in pagine aperte della storia nazionale. Al centro di quella stagione si impose la figura monumentale di Diego Rivera, pittore che fece dell’arte uno strumento di costruzione identitaria e di racconto sociale.
Nei grandi cicli pittorici realizzati per edifici governativi, scuole e istituzioni culturali, Rivera costruì un racconto corale del Messico: i lavoratori agricoli, gli operai, i mercati popolari, le tradizioni indigene, le lotte rivoluzionarie e le contraddizioni della modernizzazione diventano protagonisti di una narrazione monumentale che intreccia storia, politica e mito. L’arte abbandona gli spazi elitari per rivolgersi direttamente al popolo, assumendo una forma educativa e civile.
La mostra romana restituisce questa complessità attraverso una selezione di opere che permette di seguire non soltanto l’evoluzione del linguaggio di Rivera, ma anche il contesto culturale nel quale esso si sviluppò. Accanto ai suoi dipinti e ai materiali documentari trovano spazio artisti che condivisero, sostennero o contestarono la sua visione, offrendo una lettura articolata della modernità messicana.
L’esposizione include circa 30 lavori autografi di Diego Rivera, oltre a capolavori di altri artisti straordinari, tra cui Frida Kahlo, David Alfaro Siqueiros e José Clemente Orozco.
Il percorso offre un focus speciale sul viaggio che Rivera fece in Italia nel 1920 per studiare la pittura classica e i maestri del Rinascimento, elementi che hanno poi influenzato profondamente la sua celebre arte muraria.
Un viaggio tra arte, rivoluzione e identità che restituisce tutta la forza visionaria di uno dei capitoli più affascinanti del Novecento
LA VISITA SARA’ CONDOTTA DALLA DOTTORESSA FEDERICA DI FOLCO
QUOTA ASSOCIATIVA
Euro 30,00 (biglietto no fila, prevendita, storica dall’arte, radio) ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE
Euro 33,00 NON ISCRITTI


