
RELATORI DELLA CONFERENZA : PROF. CARLO MARI con interventi della scrittrice Daniela Solarino
Nel mito del canto… e del silenzio delle sirene
tutta la complessità, e la bellezza del tema.
Oggi nella società della comunicazione e interconnessione perenne, nella società del rumore, il silenzio può sembrare tema fuori centro. Invece è più che mai dentro il nostro vissuto, collettivo e individuale.
Paradossalmente il silenzio è dimensione comunicativa che condivide profilo e destino con la dimensione comunicativa opposta: la parola. Ambedue di fronte ad una propria polisemanticità: significati diversi, secondo momento, contesto, obiettivo, modi… e secondo la pulsione di noi tutti ad interpretare, a condividere empaticamente, ma anche a distorcere significati, valenze, intenzioni.
Il silenzio può essere vuoto e può essere pienezza. Può essere muro e può essere apertura. Può essere rinuncia e può essere riflessione.
E quante discipline si sono poste a studiare il silenzio: filosofia, psicologia, sociologia, scienze, antropologia; da Pitagora a Epicuro a Seneca a Schopenhauer a Freud, il silenzio evoca e induce riflessioni e analisi.
E quante forme d’arte si sono poste ad interpretarlo ed esprimerlo: poesia e narrativa, pittura e scultura… e la stessa musica, l’arte del suono. Navigando nel tema del silenzio siamo in straordinaria compagnia di artisti infiniti: da Ovidio a Dante, da Omero a Kafka a Brecht, Joyce, Eliot; da Boccaccio ad Ariosto, da Proust a Calvino, a Primo Levi a Tracy Chevalier; da Leopardi a Ungaretti a Montale, Saba, Pavese, Garcia Lorca, e a tanti altri poeti del Novecento e dei nostri tempi.
Fino ad immergerci nei pittori del silenzio, fra Beato Angelico, Vermeer, Hopper e Rothko.
L’urlo più famoso, rumoroso e deflagrante della storia contemporanea (il dipinto di Edvar Munch) è un urlo senza suono: un urlo silenzioso!
Il silenzio può avere dimensione tossica; e può al contrario rivestirsi dei connotati della pienezza di umanità.
E’ in buona sostanza un ponte fra inquietudine della ricerca e armonia della bellezza: un guardarsi dentro che può creare inquietudine, ma anche suggestione comunicativa.
Comunque sia, il silenzio ha la sua voce, che parla… sempre: e con grande raffinatezza
THE SOUND OF SILENCE
E noi cercheremo di seguirlo su questo piano e di dialogare con lui: con la parola, con le immagini, con i suoni.
QUOTA ASSOCIATIVA
euro 20,00 ISCRITTI ALL’ASSOCIAZIONE per: affitto sala, GRANDE impianto audio video, pulizie finali, organizzazione
euro 25,00 NON ISCRITTI
La conferenza si terrà all’Antica Stamperia, via Rubattino 1.


