
Conferenza a cura del Prof. Carlo Mari
la presenza femminile da ispiratrice a protagonista
Da oggetto ispiratore a soggetto protagonista.
Di fatto siamo dentro il profilo storico della questione femminile.
Tema enorme. Ovviamente qui siamo ben lungi dalla illusione di poterlo esaurire o rappresentare a grandi linee. Diciamo semplicemente che è lo sfondo tematico su cui ci muoviamo.
Siamo in sede di conversazione letteraria ed artistica, e allora procediamo lungo questa direttrice di percorso. Scegliamo un’angolazione con alcuni aspetti e alcune figure iconiche. Un percorso di emancipazione della donna – nella storia delle arti, della letteratura, e del pensiero – può essere rappresentato dalla figura della MUSA. Da ruolo di ispiratrice – quasi sinonimo di modella – si evolve, diventando sempre più protagonista: musa di se stessa, creativa, artista, intellettuale.
Ci possiamo anche domandare se esistono ancora le muse, ispiratrici di idee ed emozioni. Nel passato muse appunto erano considerate donne che ispiravano poesie ai poeti e opere d’arte ad artisti e musicisti; ora a distanza di un tempo infinito le cose possono anche sembrare non molto cambiate. E le difficoltà di cambiamento certo ci sono. Ma in effetti cambiate sono cambiate; anzi ad approfondire bene vicende, personaggi e dinamiche della storia, troviamo che anche nelle epoche passate i rapporti non erano poi così definiti e cristallizzati come potevano sembrare.
“Uomo artista creativo e donna musa ispiratrice”: possiamo dire non sia mai stato esattamente così, i ruoli sono sempre stati molto più complessi e interattivi. Un protagonismo femminile della “cosiddetta musa” è stato sovente non visibile, sotterraneo, ma fertile, sia nella sostanza dei problemi del tempo e del pensiero, sia nel valore qualitativo della bellezza creata, espressa e comunicata.
Del resto se guardiamo all’origine stessa di questa figura – le Muse della mitologia classica – troviamo anche lì segni profondi di questo mixaggio fra subalternità ed autonomia e creatività. Le Muse dimorano sul Parnaso alla corte del dio Apollo Musagete (“guida delle Muse”), ma di fatto operano del tutto in proprio: sono pur sempre figlie di Zeus… appunto… oltre Apollo.
Arte, bellezza e figure femminili. E allora lasciamoci andare in un viaggio davvero straordinario, nelle epoche e nei luoghi più diversi, per incontrare archetipi vari di muse: non solo fascino ma anche intellettualità. Dalle muse più iconiche per forza ispirativa sprigionata dentro l’animus dell’uomo artista o scrittore – e persino dentro interi ambienti sociali e culturali – a quelle direttamente espressive di un proprio vissuto femminile che si fa segno di umanesimo pieno: ed autonomo. Un viaggio con la fantasia e la emozionalità, con le idee e la riflessione. Fra poesia e narrativa colta, e poesia e narrativa minimalista o maledetta; fra teatro, cinema e cabaret; fra musica classica, operistica, jazz e pop music; fra arte colta, street art, fotografia e comunicazione di immagine. Le Muse sono state e sono fra noi, con noi, comunque e sempre: che indossino – per dire – l’immagine della “botticelliana Simonetta Vespucci” o della “carismatica Eleonora Duse” o della “regina bohémienne” Kiki de Montparnasse. Ispirano e creano, affascinano e disilludono, crescono e fanno crescere, gioiscono e soffrono: fra noi, con noi.
La conferenza si terrà all’Antica Stamperia: Via Rubattino, 1
QUOTA ASSOCIATIVA:
EURO 25,00 ISCRITTI
EURO 27,00 NON ISCRITTI
La quota comprende:
- affitto sala grande
- impianto audio video
- registrazione della conferenza
- rinfresco
- pulizia finale
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