
Poesia di Laura Cherchi
Sono un pittore astratto e vivo di colori.
C’è chi dice “è matto”! e che le tele imbratto;
“Si crede un gran pittore”, “fa solo scarabocchi”, “all’inceneritore”!
Uno m’ha detto: “bravo, hai fatto un quadro bianco,
hai faticato tanto”!
Ma quello ch’io dipingo,
da questo cuore attingo.
La mia calligrafia è l’energia che ho dentro,
come una sinfonia,
che nuove note dà, a forme di realtà.
Pennelli, io ne ho tanti,
son triste e nero è il tocco,
felice, il giallo schiocco,
col rosso faccio amanti,
e libero mi sento, ad un mio spazio avvinto,
tuffandomi nel blu!
E allora, siamo seri, il rosso, il giallo, il blu,
non sono forse i primi, venuti da lassù?
Se forgiano un ritratto o ricamano un paesaggio,
perché non posson stare, solitari o mescolati,
una linea, un punto, un raggio,
in rettangoli e quadrati?
Vi prego miei signori, un po’ di tolleranza!
La critica si sa, che cambia ad ogni età!
Vedrete che domani, sarò pittor famoso,
amato e assai costoso
e a gara voi farete, per prendere dal cuore,
quel senso del colore, che nel mio cuor c’è già!

